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LE PARABOLE DELLA MISERICORDIA DI DIO


Dal Vangelo secondo Luca
"Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione" Lc 15, 4-7

"Una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. (...) Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco" Lc 7, 37-38.47


Questo messaggio è sorprendente, scandalizza i farisei e spiazza pure noi, perché mette in crisi la nostra idea di Dio ed il nostro senso di giustizia. “Se pecco e mi pento, ottengo il perdono”: questo schema mentale, logico, razionale, è normale nel concepire il rapporto uomo-Dio. Gesù, invece, sconvolge questa maniera di pensare ed annuncia che Dio ama per primo e gratuitamente, senza richiedere in anticipo la conversione dal peccato. Dio ama, e dal suo perdono nasce il pentimento e la salvezza in chi lo accoglie.

Questo ci può riempire di felicità, ma ha delle conseguenze sul nostro modo di comportarci verso il fratello che pecca nei nostri confronti: se vogliamo essere figli di questo Dio, che ama gratuitamente, dobbiamo comportarci allo stesso modo, perdonando senza attendere la richiesta di chi ci ha offeso. E’ il senso della richiesta inserita da Gesù nel Padre nostro: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

ULTIMA CENA


Dal Vangelo secondo Matteo
"Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo”. Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati" Mt 26, 20.26-28


Il cuore di Dio spezzato durante una cena,viene condiviso tra gli amici e donato all'umanità per sempre. Nel silenzio degli anfratti delle gravine, la rappresentazione di quella stanza superiore a Gerusalemme, dove Gesù istituisce il memoriale della nuova alleanza con gli uomini e le donne di ogni tempo, dove si fa dono d'amore in un pezzo di pane e un sorso di vino, segno sacramentale del suo corpo e del suo sangue, consumati sulla croce dall'ardente desiderio di rimanere dentro la vita e la storia del mondo. E poi l'abbassarsi sino ai piedi di quella umanità, lavare e baciare quei segni di un cammino lungo quanto la nostra vita, solo per ricordarci che, per amare davvero, bisogna imparare a servire tutti, partendo dai più poveri, dagli ultimi.

GETSEMANI


Dal Vangelo secondo Matteo
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsemani, e disse ai discepoli: "Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare". E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me". Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!". Mt 26, 36-39


Quando giunge l’ora segnata da Dio, per salvare l’umanità dalla schiavitù del peccato, Gesù si ritira, nel Getsemani, ai piedi del monte degli Ulivi. Lì ascolteremo la preghiera di Gesù, vedremo la sua angoscia, il suo sudore di sangue, soprattutto saremo coinvolti nella sua totale adesione alla volontà d’amore del Padre.
Entriamo in punta di piedi in quello spazio interiore, dove si è deciso il dramma del mondo. In quell’ora, Gesù ha sentito la necessità di pregare e di avere accanto a sé i suoi discepoli, i suoi amici, gli stessi che proveranno paura, scapperanno o come Giovanni saranno fedeli a Lui, fino alla croce.
Nonostante tutto, l’amicizia di Gesù nei nostri confronti, la sua fedeltà e la sua misericordia sono i doni inestimabili che ci incoraggiano a proseguire con fiducia la nostra sequela di Lui, nonostante le nostre cadute, i nostri errori e i nostri tradimenti.

GESU' E' CONDANNATO DAL SINEDRIO


Dal Vangelo secondo Luca
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al sinedrio e gli dissero: «Se tu sei il Cristo, diccelo». Gesù rispose: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma da questo momento starà il Figlio dell’uomo seduto alla destra della potenza di Dio». Allora tutti esclamarono: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli disse loro: «Lo dite voi stessi: io lo sono». Risposero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca». Lc 22, 66-71

Gesù sta solo davanti al sinedrio. Fuggiti i discepoli. Disorientati dall'arresto cui qualcuno ha cercato di reagire con la violenza. La paura li ha vinti. La brutalità dell'evento ha prevalso sul loro fragile proposito.
Hanno ceduto, trascinati dalla corrente della viltà. Lasciano che Gesù affronti, solo, la sua sorte. Attorno a lui ora solo un'assemblea ostile, concorde nel volerne la morte. Già altre volte chi lo ascoltava aveva tentato di lapidarlo.
"Non per un'opera buona - affermavano -, ma per la bestemmia, perché tu, che sei uomo, ti fai Dio" (Gv 10, 33). Ora il sommo sacerdote gli intima di dichiarare di fronte a tutti se è o no Figlio di Dio. Gesù non si sottrae: lo attesta con la stessa gravità. Firma così la propria condanna a morte.

GESU' E' CONDANNATO A MORTE DA PILATO


Dal Vangelo secondo Matteo
Disse loro Pilato: «Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?».
Tutti gli risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli aggiunse: «Ma che male ha fatto?».
Essi allora urlarono: «Sia crocifisso!».
Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso. Mt 27, 22-23.26


Questa scena di condanna la conosciamo bene: è cronaca quotidiana!
Però una domanda ci brucia nell’anima: perché è possibile condannare Dio?
Perché Dio, che è Onnipotente, si presenta nella veste della debolezza?
Perché Dio si lascia aggredire dall’orgoglio e dalla prepotenza e dall’arroganza umana?
Perché Dio tace?
Il silenzio di Dio è il nostro tormento, è la nostra prova! Ma è anche la purificazione della nostra fretta, è la terapia della nostra voglia di vendetta. Il silenzio di Dio è la terra dove muore il nostro orgoglio e sboccia la fede vera, la fede umile, le fede che non pone domande a Dio, ma si consegna a Lui con la fiducia di un bimbo.

LA FLAGELLAZIONE DI GESU’


Dal Vangelo secondo Giovanni
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.
Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!» Gv 19, 1-5


Gesù Cristo sta davanti a dei soldati che credono di avere ogni potere su di lui, mentre egli è Colui per mezzo del quale «tutto è stato fatto…e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste» (Gv 1, 3).
L’uomo, in ogni tempo, ha creduto di potersi sostituire a Dio e determinare da se stesso il bene e il male (cfr Gen 3, 5), senza riferimento al suo Creatore e Salvatore.
Si è creduto onnipotente, capace di escludere Dio dalla propria vita e da quella dei suoi simili, in nome della ragione, del potere o del denaro. Anche oggi il mondo si piega sotto realtà che cercano di espellere Dio dalla vita dell’uomo, come il laicismo cieco che soffoca i valori della fede e della morale in nome di una presunta difesa dell’uomo; o il fondamentalismo violento che prende a pretesto la difesa dei valori religiosi.

La via dolorosa
le cadute, incontro con la Madre, incontro con il Cireneo, incontro con la Veronica, incontro con le Pie Donne


Dal Vangelo secondo Luca
"Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! 9 Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?". Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati" (Lc 23, 26-31)


Ogni stazione rappresenta un momento particolare del percorso di Gesù e percorrere oggi la la Via Dolorosa significa mettersi a seguito delle orme del Maestro per portare con Lui la il peso della croce che salva.
La porta del paradiso si trova sul Calvario e vi si entra solo dall'albero della Croce, a seguito di Gesù, come il buon ladrone (Lc 23,43; 24,26).
Ma che cosa è questa croce da portare dietro a Gesù ogni giorno?
E' la vita stessa con i suoi pesi, le sue prove e i doveri quotidiani (LG 42; GS 38).
E la croce si porta con la preghiera e il lavoro: la preghiera è soprattutto amore di Dio, il lavoro è soprattutto amore del prossimo!

Tra le devozioni che alimentano l'amore che porta ad essere modellati sul Cristo spicca quella della Via Crucis. L'abate Marmion, nel 1949, scriveva:
"Sono convinto che all'infuori dei sacramenti e degli atti della liturgia, non vi sia pratica più utile per le anime della Via Crucis fatta con devozione". Mettersi al seguito di Gesù sulla Via Dolorosa, come Giovanni e le pie donne unite a Maria, è il desiderio di contemplare e ripercorrere, nel cuore di Gerusalemme, il momento culminante della Storia della Salvezza.

GESU' E' INCHIODATO ALLA CROCE


Dal Vangelo secondo Matteo.
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra.
Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?»,
che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».
E Gesù, emesso un alto grido, spirò. Mt 27, 45-46.50


Quelle mani che hanno benedetto tutti ora sono inchiodate alla croce,
quei piedi che hanno tanto camminato per seminare speranza e amore ora sono attaccati al patibolo.
Perché, o Signore? Per amore! Perché la passione? Per amore! Perché la croce? Per amore!
Perché, o Signore, non sei sceso dalla croce rispondendo alle nostre provocazioni? Non sono sceso dalla croce
perché altrimenti avrei consacrato la forza come signora del mondo, mentre è l’amore l’unica forza che può cambiare il mondo.
Perché, o Signore, questo pesantissimo prezzo? Per dirvi che Dio è Amore, infinito Amore, Amore onnipotente. Mi crederete?

GESU' E' DEPOSTO NEL SEPOLCRO


Dal Vangelo secondo Matteo
Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l'altra Maria. Mt 27, 59-61


Tutto sembra finito, sembra che trionfi il malvagio, sembra che il male sia più forte del bene.
Ma la fede ci fa vedere lontano, ci fa scorgere le luci di un nuovo giorno al di là di questo giorno.
La fede ci garantisce che l’ultima parola spetta a Dio: soltanto a Dio!
La fede è veramente una piccola lampada, ma è l’unica lampada che rischiara la notte del mondo:
e la sua umile luce si fonde con le prime luci del giorno: il giorno di Cristo Risorto.
La storia allora non finisce nel sepolcro, ma esplode nel sepolcro:
così ha promesso Gesù, così è accaduto e accadrà!